Mauro Valentini

Scrittore & Giornalista

Garlasco e quel tifo da stadio insopportabile

Garlasco e quel tifo da stadio insopportabile

COLTIVARE IL DUBBIO

Torno a ripopolare il mio blog, e vorrei farlo con una riflessione veloce e senza la pretesa di una prosa e di una analisi  così “selvaggia” come vedo fare in altri lidi più ben frequentati del mio.

La questione Garlasco ha lasciato sul campo, da quando è iniziata, una serie di vittime così tanto illustri da sembrare veramente per molti una Caporetto professionale e “reputazionale”.
Ci si sono scottati le mani e la credibilità in troppi, tra avvocati, esperti forensi e anche ahime colleghi giornalisti.
Giornalisti che, spesso, sono (siamo) stati sopraffatti dalla violenza verbale di alcuni …come li possiamo chiamare… Bloggeristi? Opinionisti? Ah no, loro si fanno chiamare “Cultori della materia”. Che vuol dire tutto, ma in effetti vuol dire quasi nulla.
E dalle loro dirette fiume, improvvisate su un tavolo della cucina di casa o con sfondi improbabili, raccontano finalmente “la verità”.

Perchè loro leggono le carte, studiano. E ci spiegano.

E a noi giornalisti ci insultano.

Ci sono dei neologismi veramente sorprendenti, un pochino in stile Vax-NoVax di qualche anno fa, che mi strappano risate ma anche amarezza.
Io per esempio ( e per Sempio…) sono stato etichettato, a seconda di come mi sono espresso in Televisione come “ProScempio” – “Stasista” – “Giornalaiopagato” e potrei andare avanti per molto.

Ora, questo rumore di fondo che c’è tutto attorno, non davanti alla villetta di Via Pascoli (teatro di un  delitto efferato e purtroppo, mi duole dirlo ai miei hater di fiducia, poco chiaro nella sentenza che lo ha spiegato) ma nei canali improvvisati del web, seppur non incida sul lavoro della Procura, fa scorrere ruscelli di veleno nei social che, sembrano fatti apposta per raccoglierne il flusso e rimandarlo a chi legge. E purtroppo anche qualche “serio professionista”  si è fatto, dai e dai, contaminare da questa bagarre da stadio più che da studio.

Eh si perché,  cosa sta anche succedendo, mentre la Procura fa la Procura, gli avvocati fanno gli avvocati, i giornalisti fanno i giornalisti, i criminologi fanno vivaddio i criminologi e gli operatori di sde cienza forense fanno quello che possono per interpretare i dati sulla base dei loro studi e della letteratura scientifica?
Succede che qualcuno (pochi per fortuna ma purtroppo importanti e “opinion leader“) tra colleghi miei, avvocati, criminologi e scienziati, è uscito dal ruolo, (e anche un pochino di senno) urlando e mal(e)dicendo chiunque prova a esprimere, rispetto a un dato che dovrebbe esser univoco, il proprio pensiero.

Non entro in tema e nello specifico, dico soltanto che questo clima, in cui io cerco di navigare con equilibrio, mi inquieta, mi lascia basito.
Ma non mi condiziona.

Urlassero pure.

Perché l’informazione corretta, attenta ed equilibrata c’è, esiste eccome, e io ho la fortuna di esserne complice e ospite, nelle trasmissioni televisive prestigiose  dove mi accolgono, nei giornali dove offro il mio contributo e anche nei canali Youtube diretti mirabilmente, che mi scelgono e che mi scelgo con cura,  che si confrontano con le mie deduzioni e il mio contributo alla comunicazione.

Cerco di farlo come sempre, umilmente, da artigiano delle parole, come mi sono sempre definito, e cerco e cercherò di coltivare l’unica cosa che tutti dovremmo coltivare, urlatori e non: IL DUBBIO.

Perché, lo dico ai sapientoni dall’urlo facile, NON ci sono (ancora) certezze su quello che fu il destino di Chiara. C’è una sentenza. Certo. Ma a cui nessuno crede, e anche chi la difende per spirito di protezione dell’ordine costituito, sa che quell’impianto accusatorio non era costruito sulle fondamenta dell’ “Oltre Ogni Ragionevole Dubbio“.
Sanno che ci voleva  di più. E che tutto non è stato fatto per arrivare ad inchiodare Stasi. O per scagionarlo.

121426475-7534f733-a99f-4ee8-8dd7-a1a3b62e354f-300x169 Garlasco e quel tifo da stadio insopportabile

Alberto Stasi ospite de LE IENE

E per quanto mi riguarda, nutro forti dubbi, dubbi che come detto coltivo sempre con cura, anche sul coinvolgimento di Andrea Sempio.
Se dovessi scommettere un euro, lo scommetterei sulla pista familiare. Ma è una mia deduzione, non posso esprimerla nella sua interezza senza elementi che la Procura, sono certo di questo, sta cercando a fari spenti. E che forse troverà. Ma che dopo 18 anni difficile sarà

Arriveremo a un’altra verità per Chiara?

Io penso di sì. E sarà sorprendente.
Oppure no. E sarà stata una sconfitta per tutti.

Mauro Valentini

 

 

 

 

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