Mauro Valentini

Scrittore & Giornalista

Wuthering Heights – Come nacque una stella

Wuthering Heights – Come nacque una stella

Quelle cime ( vocali ) tempestose di Kate Bush

“Bad dreams in the night – They told me I was going to lose the fight. Leave behind my wuthering, wuthering…Wuthering Heights”

Welling, quieta ed elegante cittadina nel Kent che si affaccia sul Tamigi a poche miglia da Londra si parlava già di quella bambina prodigio, Kate che a 5 anni già suonava il pianoforte e si diceva avesse un talento canoro fuori dal comune.

Kate Bush

Un talento poliedrico che cresce cantando e ballando, che  studia recitazione e ama il Cinema e le letture classiche. Quel libro di Emily Brontè  che ha trovato in casa nella libreria del padre l’ha rapita, quella storia tenebrosa e piena di sentimenti violenti ambientata nella brughiera dello Yorkshire non le da pace, la ispira, la intriga e in una notte d’estate del 1975 a soli 17 anni prende carta penna e un foglio di pentagramma vuoto, si siede al piano e scrive di getto una canzone che le segnerà la vita e che sarà un successo clamoroso.

Wuthering heights viene scritta così, Kate Bush la propone al vivacissimo mondo musicale londinese insieme ad altre canzoni e qualcuno la nota, qualcuno affascinato dalla sua estensione vocale fuori dal comune, quella voce sopranile che raggiunge tre ottave di estensione, qualcuno che si chiama niente di meno che David Gilmour, chitarrista e autore dei Pink Floyd che ha appena finito di registrare con il gruppo “ Animals” e che decide di produrre quel materiale straordinario di musica e parole cantate da quella voce sublime.

Per accompagnare questo talento al debutto Gilmour coinvolge un gruppo di musicisti esperti, un gruppo che in controtendenza con il periodo cerca di far sopravvivere energizzandolo con venature pop il “Progressive” britannico ormai in caduta libera, musicisti che fanno parte del “progetto di Alan Parson”.

E dunque in sala di registrazione con quella ragazzina del Kent nella primavera del 1978 ci vanno Ian Bairnson con la sua chitarra, Stuart Elliot alla batteria, David Paton al basso e Andrew Powell al sintetizzatore, tutti ad accompagnare Kate Bush che suona il pianoforte e soprattutto canta.

Il video della canzone

“Ooh! Let me have it – Let me grab your soul away…
You know it’s me–Cathy!”

Il singolo “Wuthering heights “ vola nelle classifiche di tutto il mondo, in Gran Bretagna non era mai successo che una canzone scritta e cantata da una donna arrivasse prima nelle classifiche di vendita e ci rimanesse per mesi, quell’arrangiamento perfetto e quel suono così “colto” e maturo per una ventenne fecero breccia dappertutto nel mondo scalando le classifiche americane australiane ed europee In Italia arrivò secondo al Festivalbar 1978 condotto da Vittorio Salvetti, battuta da “Liù” degli Alunni del sole (!) e precedendo Rino Gaetano con “Nuntereggae più”.

La copertina del disco del 1978

Quella struggente storia di Cathy e gli intrecci amorosi e rancorosi di quel romanzo “Cime tempestose” avranno da quell’estate del 1978 la voce di Kate Bush a ricordarlo, l’artista inglese proseguirà da quel momento una carriera incredibile, arrivando in 10 anni per 5 volte al primo posto delle vendite inglesi e scrivendo altre pagine di storia della musica pop.

Kate Bush ha centellinato una carriera fatta di pochi tour e di soli 10 dischi in più di 40 anni di carriera musicale, ma questa canzone, quelle note magiche, sono e saranno sempre il suo vestito musicale per tutta la vita.

“Out on the wiley, windy moors  – We’d roll and fall in green.
You had a temper like my jealousy – Too hot, too greedy.
How could you leave me – When I needed to possess you?
I hated you. I loved you, too”.

Mauro Valentini

 

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