Mauro Valentini

Scrittore & Giornalista

La gabbia di Anna

Esordio letterario per Maria Lovito

“Sono una donna maltrattata.

Non mi chiedete mai:

«Perché non lo hai denunciato subito?»

Anna è una donna come tante. Anzi, meglio di tante altre. Anna è innamorata dell’amore, della vita e ha tanti sogni, tutti raccolti dentro i suoi vent’anni. Poi conosce Lorenzo, bravo, preciso, perfetto… troppo. E quel troppo affiorerà davanti ai suoi occhi a poco a poco, divorando i sogni e il sorriso di Anna… Chiudendola in gabbia.

Maria Lovito

“La gabbia di Anna” (Edigrafema Edizioni) è l’esordio letterario di Maria Lovito, che ha per professione (è un legale) e per passione seguito i percorsi difficili di riscatto delle tante Anna che vivono e soffrono in questo paese. Un paese che ancora non si è accorto che il Femminicidio è un’emergenza sociale. E che queste storie, come quella di Anna, possono accadere. Possono aver come spesso accade un epiologo drammatico. E possono accadere a tutte.

Impossibile raccontare il libro senza svelare elementi che lasceremo ai lettori, perché tanta è la velocità degli avvenimenti e degli spunti emozionali e narrativi che Maria Lovito sfiora, parola dopo parola, con empatia ed eleganza, senza percorrere mai le strade sicure del pietismo ma al contrario regalando a chi legge una speranza, scovata, setacciata e riportata alla luce dal buio di quei momenti della vita di Anna. Momenti così drammatici e pieni di solitudine.

Una donna fragile? In balia degli eventi? No… Anna scoprirete che è molto di più.

Un libro che si legge con grande passione, scritto benissimo, delicata voce narrante di un incubo dorato, di una casa che prima sembra accoglierla insieme a Lorenzo in una nuova vita e che poi, pian piano, offrirà allo sguardo limpido di Anna il suo lato più sinistro. Il suo esser Gabbia.

Un libro scritto con parole di speranza.

Mauro Valentini

LA GABBIA DI ANNA

Autore: Maria Lovito
Titolo: La gabbia di Anna ( www.edigrafema.it )
ISBN: 978-88-98432-23-3. Pagine 104
Prezzo: 10,00 euro

 

Presentazione a Roma del libro di Sandro Provvisionato : IL CASO LAVORINI

50 anni fa. Il tragico rapimento che sconvolse l’Italia.

«Nel lanciare le loro accuse, gli imputati del caso Lavorini sanno di far piacere all’opinione pubblica, sanno di obbedire a una necessità di odio dell’opinione pubblica.»

Pier Paolo Pasolini

Il racconto incalzante di un caso politico che ha rappresentato l’alba della strategia della tensione in Italia.

Cinquant’anni fa, nell’anno della strage di piazza Fontana, il caso Lavorini apre il sipario della storia più nera della nostra repubblica.

Confessioni false, infinite ritrattazioni, veri e propri linciaggi, una storia incredibile

che ha infiammato gli istinti più primitivi dell’opinione pubblica trasformandosi in poche ore in una spietata caccia al mostro.

Solo dopo anni, la cornice politica del rapimento inizia a emergere: «Il fatto fu preparato durante le riunioni nella sede del Fronte monarchico.

Con i soldi del riscatto si dovevano comperare degli esplosivi che sarebbero poi serviti per compiere una serie di attentati».

È l’anno di piazza Fontana, la fine dell’innocenza. Forse un filo nero attraversa i fatti, un filo nero che in molti hanno preferito non vedere.

Sandro Provvisionato (1951-2017) è stato direttore di Radio Città Futura, capo dei servizi parlamentari e della redazione politica dell’Ansa, inviato speciale e vicecapo della redazione romana del settimanale «L’Europeo», capo della cronaca al Tg5. Per questa testata ha diretto anche la redazione inchieste, è stato conduttore del telegiornale della notte e inviato di guerra (in Kosovo, Libano, Iraq); dal 2000 al 2012, coautore e curatore del programma televisivo Terra!, di cui è stato anche conduttore. Ha fondato e diretto il sito misteriditalia.it, un archivio storico-giornalistico sulle vicende più oscure dell’Italia repubblicana. È autore di libri importanti sul caso Moro, la strategia della tensione, i tanti casi italiani irrisolti, tra i quali ricordiamo, con Chiarelettere: «Doveva morire» (2008), «Attentato al papa» (2011), scritti con il giudice Ferdinando Imposimato ee«Complici», con Stefania Limiti (2015). Questo libro è stato consegnato all’editore poco prima della sua morte, avvenuta alla fine di ottobre del 2017.

 

Esecuzioni a distanza – In un libro la guerra elettronica e la morte digitale

Un viaggio agghiacciante dove l’elettronica ha sostituito la coscienza

Un Superpocket da 84 pagine, piccolissimo e super tascabile, William Langewiesche, giornalista americano corrispondente di guerra e scrittore, ha raccontato due punti di vista molto tecnologici della guerra che fu (ma è mai finita?) in Afghanistan e cioè quella di un tiratore scelto e di un pilota di Droni .

Ne viene fuori un libro agghiacciante, perché “smaterializza” l’eroismo militare e lo ricompatta dietro un mirino elettronico e dietro un joystick che comanda un aereo a distanza pronto a colpire dall’altra parte del mondo.

Sembra già una storia vecchia. Ma è il futuro.

Diviso in due parti bene distinte, il racconto di questi due NON eroi accende in chi legge una riflessione sul mestiere di soldato, in un’epoca che sembra di pace ma che è ricca di guerra.

Il cecchino Crane, che decide di lasciare la polizia, ed entrare nell’esercito, trovandosi poi con un fucile in mano con su scritto “ Remember 9/11” a colpire uomini con la barba (saranno tutti talebani?) in Afghanistan.

E sempre sui cieli dell’Afghanistan viaggiano i “Predator“ , droni leggeri e carichi di armi, con il pilota seduto tranquillamente in una base militare a Las Vegas, che arriva alla base, timbra il cartellino, si connette da un PC ai suoi comandi per seminare bombe e mitragliate su obiettivi strategici, per poi riprendere la macchina e tornare a casa imprecando con gli altri ignari cittadini nel traffico.

Una riflessione arguta e semplice nella sua drammatica modernità; questi professionisti della morte supertecnologici, preparatissimi ma che come in un moderno “Blade Runner” si interrogano nel loro angolo umano dentro un’anima robotizzata che elimina persone con l’ausilio di un software di un mirino elettronico

(foto da American Sniper)

Sapranno riconoscere una bandiera bianca? Sapranno valutare chi colpire, scegliendo tra chi appare in azioni di guerriglia da chi semplicemente sta vivendo una vita diversa da quella di chi ha elaborato il oftware?

Un libro che cambia il modo di pensare la guerra, per sempre.

Esecuzioni a distanza – William Langewiesche – Ed. Adelphi 

Mauro Valentini

 

 

Come pensare (di più) il sesso – Alain de Botton racconta le battaglie nel letto coniugale

Ci voleva uno svizzero molto inglese per di più filosofo per spiare dal buco della serratura della fantasia erotica delle coppie stabili

Se i libri che vanno per la maggiore negli scaffali dedicati alle famiglie sono quelli di come curare le rose in balcone, come far crescere i figli senza che uccidano le maestre o di cosa cucinare quando viene a cena la suocera, qualcosa allora di non detto c’era.

Si perché quando si parla di sesso, è tutto un fiorire di manuali sulle relazioni premature, di incanto e di scoperta, regole per il primo approccio, come vestirsi (e spogliarsi) per conquistare e arrivare all’oggetto ( o soggetto ) del desiderio… ma poi? Come si difende quella eccitante rincorsa al piacere quando la si deve tramutare in famiglia, in relazione di coppia stabile, come conservarla alle avversità del tempo e dai clamori dei tacchi a spillo della vicina o dei bicipiti dell’istruttore di tennis?

 

Alain de Botton

Alain de Botton ci aveva provato già venti anni fa con “ Esercizi d’amore” un romanzo mascherato da manuale che ebbe grande successo di pubblico ( anche se la critica se lo mangiò decretandolo campione del mondo dell’ovvio), ma stavolta il filosofo scrittore imprenditore culturale e personaggio televisivo (così recita Wikipedia) si produce in un manualetto divertente e dissacrante, da leggere in coppia per scoprire come parlare ma soprattutto “ Come pensare (di più) il sesso”.

Il gioco della seduzione tra conviventi non è mai stato tanto difficile, e le simboliche cavie letterarie del sesso inventate da Alain de Botton sono l’escamotage attraverso cui analizzare le frustrazioni e i desideri repressi della vita a due aprendo varchi di ironica disperazione e di soluzioni pratiche.

Perché distinguere tra attrazione fisica e amore algido e poetico potrebbe esser terapeutico per tutti quelli che simulano amore estasiato solo per portarsi a letto ( e poi a casa e poi in vacanza e poi a cena da mamma) il suo oggetto del desiderio erotico, mentre scoprire il motivo per cui è “stupido” l’adulterio seppur condizione che Freud definiva imprescindibile appena cento anni fa potrebbe evitarne ( o aumentarne) l’incidenza nella coppia e nelle relazioni sociali.

Come pensare (di più) al sesso – Edizioni Guanda

Si scoprirà che c’è un legame tra gli “asparagi di Manet” e la sessualità di coppia, e che il responsabile dell’astinenza sessuale matrimoniale potrebbe esser la tappezzeria della casa o la terribile colpa di aver lasciato briciole sul tavolo mentre tagliavate il pane.

Quindi, un manualetto da spiaggia inconsueto e divertente, con spiccate soluzioni pratiche e plausibili, per ragionare di uno degli aspetti più importanti della vita di coppia, perché il pericolo è sempre dietro l’angolo e ci si deve difendere dall’agguato della noia e dell’assuefazione, perché come diceva Oscar Wilde “ la felicità di un uomo sposato dipende sempre dalle persone che non ha sposato” 

Come pensare ( di più ) il sesso – Alain de Botton – Ed. Guanda

Mauro Valentini

Il caso Lavorini – Quell’omicidio che accompagnò l’Italia nel baratro delle stragi

Il Maestro Sandro Provvisionato ci lascia un racconto perfetto del tragico rapimento che 50 anni fa sconvolse il Paese

Quando ci incontrammo per l’ultima volta, ero a un passo dal completare la bozza del mio libro sul caso Marta Russo. Avevo bisogno di un suo consiglio e di una pacca sulla spalla, e lui mi ascoltò con pazienza e con quel sorriso bonario seminascosto dalla barba che lasciava presagire sempre qualche rivelazione importante. Due colpi di penna, la sua, e tutto mi apparì più chiaro. Poi, nel momento di alzarsi dal tavolino del bar dietro piazza della Minerva, mi disse quasi sovrappensiero: «Ho iniziato un percorso narrativo per raccontare quei tanti, troppi misteri insoluti di questo Paese. E partirò dal caso Lavorini. Lo conosci?» «No Sandro. Non lo conosco.» «Allora perfetto, così la sorpresa sarà più grande.» Fu l’ultima volta che lo vidi. Ci avrebbe lasciato poche settimane dopo.

Edizioni Chiarelettere

E ora che è uscito il suo libro postumo: Il caso Lavorini – Il tragico rapimento che sconvolse l’Italia (Chiarelettere) ho capito perché quello era per lui un caso da cui partire. Quel rapimento posticcio, violento e senza nessuna pietà, preparato da un gruppo di delinquenti con la passione per la politica reazionaria, era stato la scintilla di un’escalation di violenza che poi porterà ai grandi, tragici fatti di quell’anno e dei dieci successivi.

Ma soprattutto, ritengo che a un Maestro come Sandro Provvisionato non poteva non colpire l’uso strumentale e politico che di quella tragica morte fu operato da chi, a colpi di dileggio, rovinò per ragioni politiche tante figure che uscirono, senza colpa alcuna, ferite a morte nell’anima e anche nel corpo.

Perché il “caso Lavorini” aprì il sipario sulla storia più nera della nostra Repubblica. Confessioni false, infinite ritrattazioni, veri e propri linciaggi, una storia incredibile che ha infiammato l’opinione pubblica che, stordita da notizie che si rincorrevano senza senso, trasformava in poche ore persone rispettabili in mostri, con la complicità di inquirenti che, invece di cercare il male, ebbero un ruolo preciso nell’intorbidire la verità. Che pure era lì a portata di mano.

Come Provvisionato spiega nel libro, tracciando un quadro d’insieme che non fa sconti, tutto si trasformò in una caccia alle streghe, travolgendo le vite di tanti innocenti imputati per un presunto delitto sessuale, smentito dai fatti. Giudici e forze dell’ordine restarono per anni in balia di un manipolo di minorenni che impunemente cambiarono mille volte versione, facendo nomi e cognomi che non c’entravano nulla e che vennero tirati dentro un tritacarne giudiziario e mediatico senza precedenti. Un secondo caso Montesi, quasi una fotocopia, un “metodo” su come si possa cavalcare una tragedia per rovinare innocenti.

Sandro Provvisionato

Solo dopo anni, la matrice politica del rapimento emerse: Il Fronte monarchico locale aveva arapito quel bambino per chiederne un riscatto, utile ad acquistare degli esplosivi che sarebbero poi serviti per compiere una serie di attentati. Era il 1969. Piazza Fontana era vicina, e con essa la fine dell’innocenza, se mai questa Repubblica sia stata mai innocente.

Un libro bellissimo, lucido e puntuale, scritto da una delle penne migliori del giornalismo italiano. Scritto da un Maestro. Scritto da Sandro.

«Nel lanciare le loro accuse, gli imputati del caso Lavorini sanno di far piacere all’opinione pubblica, sanno di obbedire a una necessità di odio dell’opinione pubblica.» Così scriveva a proposito di quel delirio di dichiarazioni Pier Paolo Pasolini. Un delirio che in questo libro appare chiaro e ancora attuale.

Sandro Provvisionato (1951-2017) è stato direttore di Radio Città Futura, capo dei servizi parlamentari e della redazione politica dell’Ansa, inviato speciale e vicecapo della redazione romana del settimanale «L’Europeo», capo della cronaca al Tg5. Per questa testata ha diretto anche la redazione inchieste, è stato conduttore del telegiornale della notte e inviato di guerra (in Kosovo, Libano, Iraq); dal 2000 al 2012, coautore e curatore del programma televisivo Terra!, di cui è stato anche conduttore. Ha fondato e diretto il sito misteriditalia.it, un archivio storico-giornalistico sulle vicende più oscure dell’Italia repubblicana. È autore di libri importanti sul caso Moro, la strategia della tensione, i tanti casi italiani irrisolti, tra i quali ricordiamo, con Chiarelettere: «Doveva morire» (2008), «Attentato al papa» (2011), scritti con il giudice Ferdinando Imposimato, e «Complici», con Stefania Limiti (2015). Questo libro è stato consegnato all’editore poco prima della sua morte, avvenuta alla fine di ottobre del 2017.

Mauro Valentini

 

A Villa Francesca (Pomezia) parlando di Mirella Gregori – Ecco il video

Si è svolta domenica 3 marzo a Pomezia l’incontro presentazione del libro “Mirella Gregori – Cronaca di una scomparsa”.

Nella meravigliosa location di Villa Francesca, che ha ospitato con la consueta eleganza la manifestazione, si è parlato del destino di Mirella e della possibilità di una riapertura di quell’indagine che non è mai partita veramente.

Con l’autore del libro, hanno partecipato Antonietta Gregori, sorella di Mirella, e il duo musicale formato da Marco Abbondanzieri e Rodolfo Cubeta.

Per gentile concessione di Regioni in rete ecco il video commento all’incontro realizzato da Giulia Presciutti.